"AH FINALMENTE E' FINITA!"
Sospiro di sollievo...
E' stato un anno alquanto intenso, ci sono stati momenti in cui ho pensato di chiudere i libri e prendere tutti 3, ma devo ringraziare la mia buona volontà se ogni volta in cui trovavo di meglio da fare( che poteva essere anche guardare semplicemente una mosca o fermarmi a pensare) ho riaperto quel libro e cercato di capire cosa avevano pensato Socrate, Platone, Aristotele, il mio carissimo Agostino, o cosa era avvenuto realmente in America a partire dal 1492 e in Europa nel XVI secolo.
Tuttavia c'è da dire che il peso dello stress e delle notte insonni non si faceva più sentire quando arrivava la gratificazione di aver preso un bel 9 ! :)
In ogni caso, quest'anno è stato bellissimo...ho imparato davvero molto, arricchito tantissimo il mio bagaglio culturale.
L'idea dei lavori di gruppo è stata davvero fantastica, ci ha permesso di imparare tante cose, che in un anno "normale" non avremmo potuto imparare.
A me è piaciuto molto questo modo di fare lezione "alternativo" con un professore "alternativo"....cose da cambiare: nessuna.
Per quanto riguarda le cose da migliorare, mi piacerebbe ( come ho già espresso nella famosa intervista che non possiamo vedere!) usare maggiormente i social network : ognuno di noi dovrebbe scegliere un argomento del quale discutere nella nostra "aula virtuale" : sarebbe molto interessante ed istruttivo.
BUONE VACANZE !
Caterina Arganese.
sabato 7 giugno 2014
(Imbarazzo) Quando mi divertivo a fare il no-global, in una fase parecchio green e piovosa della mia breve esistenza, seguita alla visione di "INTO THE WILD", scrissi questa poesia.Ve la posto.Oggi mi sembra stupida e banale, ma tant'è...
Strade asfaltate si snodano
oltre queste finestre;
il cielo, grigio, incapace di decidere
se piovere o meno;
i lampioni, come aghi, dove prima cresceva l'erba,
emanano una triste luce gialla.
Il freddo panorama urbanistico,
si scontra e vince, sulla natura ormai morente.
Non prendetemi in giro
In viaggio per l'Europa
Mi piacerebbe molto visitare l'Europa e fermarmi via via nelle varie nazioni.
Infatti potrei conoscere da vicino usi e costumi dei vari popoli, città, panorami, monti e fiumi;
ma questo è un desiderio che per ora rimane solo un sogno.Così mi accontenterò di tracciare
sulla carta gli itinerari che vorrei seguire, il viaggio lo farò con la fantasia.
Lascerei l'Italia dirigendomi nella regione francese, poi visiterei l'Olanda e di lì passerei in
Inghilterra; di qui inizierei la via del ritorno, dirigendomi verso la Germania e attraverso l'Austria
tornerei in Italia.
Inizierei dalla Francia perche immagino assomigli un pò all'Italia, almeno per quanto riguarda il
clima e l'agricoltura.La Francia inoltre è ricca di industrie meccaniche e metallurgiche e mi
interesserebbe visitare qualche fabbrica ta le più moderne e attrezzate d'Europa.
Inoltre, in questa nazione, ferve la vita commerciale che è in continuo aumento, data la posizione
geografica favorevolissima agli scambi con l'estero.Infine vorrei visitare la torre Eiffel.
In Olanda sarei curiosa di vedere le famose dighe, veri capolavori di ingegneria, che proteggono il territorio dalla furia del mare;poi mi piacerebbe vedere da vicino i famosi mulini a vento e le
immense distese di tulipani.Mi fermerei poi in qualcuna delle belle e caratteristiche città olandesi,
in particolare ad Amsterdam, detta la Venezia del nord per i numerosissimi canali che l'attraversano.
Arrivati in Inghilterra mi dirigerei subito a Londra, la più popolata città europea, attraversata dal nebbioso Tamigi.
Nella Germania desidererei visitare le due belle capitali Berlino e Bonn, e di queste saper cogliere
gli aspetti più pittoreschi.Con la mente e gli occhi pieni di tante cose nuove, ritornerei felice in Italia
sicura di essermi arricchita di tante utili nozioni difficili da dimenticare.
EMANUELA BOZZO
Infatti potrei conoscere da vicino usi e costumi dei vari popoli, città, panorami, monti e fiumi;
ma questo è un desiderio che per ora rimane solo un sogno.Così mi accontenterò di tracciare
sulla carta gli itinerari che vorrei seguire, il viaggio lo farò con la fantasia.
Lascerei l'Italia dirigendomi nella regione francese, poi visiterei l'Olanda e di lì passerei in
Inghilterra; di qui inizierei la via del ritorno, dirigendomi verso la Germania e attraverso l'Austria
tornerei in Italia.
Inizierei dalla Francia perche immagino assomigli un pò all'Italia, almeno per quanto riguarda il
clima e l'agricoltura.La Francia inoltre è ricca di industrie meccaniche e metallurgiche e mi
interesserebbe visitare qualche fabbrica ta le più moderne e attrezzate d'Europa.
Inoltre, in questa nazione, ferve la vita commerciale che è in continuo aumento, data la posizione
geografica favorevolissima agli scambi con l'estero.Infine vorrei visitare la torre Eiffel.
In Olanda sarei curiosa di vedere le famose dighe, veri capolavori di ingegneria, che proteggono il territorio dalla furia del mare;poi mi piacerebbe vedere da vicino i famosi mulini a vento e le
immense distese di tulipani.Mi fermerei poi in qualcuna delle belle e caratteristiche città olandesi,
in particolare ad Amsterdam, detta la Venezia del nord per i numerosissimi canali che l'attraversano.
Arrivati in Inghilterra mi dirigerei subito a Londra, la più popolata città europea, attraversata dal nebbioso Tamigi.
Nella Germania desidererei visitare le due belle capitali Berlino e Bonn, e di queste saper cogliere
gli aspetti più pittoreschi.Con la mente e gli occhi pieni di tante cose nuove, ritornerei felice in Italia
sicura di essermi arricchita di tante utili nozioni difficili da dimenticare.
EMANUELA BOZZO
E' impossibile..solo se pensi che lo sia!
Un altro anno è passato. Dopo tanti sacrifici, rimorsi, ingiustizie, gioie e soddisfazioni, alla fine ce l'abbiamo fatta. E io che non volevo scegliere questa scuola. Avevo paura che fosse troppo difficile per me, che non ne fossi all'altezza. Avevo scelto lo scientifico, poi, chissà perché, decisi di cambiare scuola. Menomale! Mi ero sbagliata: tutto è possibile. Basta solo impegnarsi, crederci davvero. Ho notato che sto crescendo tantissimo in questi anni, ed il merito è anche della scuola che frequento. Certo è difficile, e a volte, anzi molte volte, noioso lo studio così intenso di così tante materie. Però i buoni risultati, alla fine, sono sempre una soddisfazione, che colma gli sforzi e i sacrifici compiuti. Questa scuola mi sta offrendo una capacità razionale, mi sta aprendo la mente. Sono sicura che quando ne uscirò sarò diversa, più matura. Spero davvero che mi permetta di andare lontano, di realizzare i miei desideri. D'altronde sto capendo che ciò che è necessario prima di tutto per poter sorpassare un ostacolo è proprio l'impegno. Di certo non ho intenzione di illudermi, so quanto è difficile affrontare il mondo al giorno d'oggi, ma soltanto lottando posso sperare di realizzare i miei sogni. Ora mi godo questi tre mesi di riposo. Davvero ce li meritiamo tutti. Buone vacanze!
-Aurora Mella
martedì 3 giugno 2014
Lego, is, legi, lectum, legere (leggere)
Consultando
il dizionario della lingua italiana alla voce "leggere" si
trova scritto:
«scorrere
con gli occhi sopra un testo scritto o stampato».
Credo,però,
che questa definizione sia alquanto riduttiva.
Non
so spiegare da che cosa derivi questa mia passione ma credo che
leggere sia tra le cose che preferisco più fare; ti permette di
viaggiare con la mente e utilizzare molto di più la fantasia
rispetto, ad esempio, al guardare un film che invece fornisce già
degli schemi ben precisi.
E'
bello nei giorni di pioggia bere una cioccolata calda e leggere un
libro, qualunque esso sia, suscita delle emozioni enormi.
Leggere
ti permette di fare ciò che nella realtà e materialmente non si può
fare.
Credo
che non ci sia frase migliore sulla lettura, di quella affermata da
Umbero Eco, che recita così:
«CHI
NON LEGGE A SETTANTA ANNI AVRA' VISSUTO UNA SOLA VITA: LA PROPRIA.
CHI LEGGE AVRA' VISSUTO 5000 ANNI: C'ERA QUANDO
- CAINO UCCISE ABELE
- QUANDO RENZO SPOSO' LUCIA
- QUANDO LEOPARDI AMMIRAVA L'INFINITO... PERCHE' LA LETTURA E' UN'IMMORTALITA' ALL'INDIETRO»
Federica
Morelli
lunedì 2 giugno 2014
"Maggio: studente fatti coraggio."
"Maggio: studente fatti coraggio."
Così recita un famoso detto,che ormai è diventato molto popolare tra gli alunni beneventani. C'è chi lo usa con ironia,chi per farsi coraggio,chi per semplice diletto. Ma per ogni alunno di ogni istituto di ogni grado,Maggio è un mese particolare. Per i bambini della V elementare è il mese che segnerà il passaggio dall'infanzia alla pre-adolescenza. Saranno proiettati verso le scuole medie,un mondo totalmente diverso. A loro volta,gli studenti della III media si preparano ad affrontare l'Esame,che di certo non è quello delle superiori,ma è pur sempre una prova nazionale e sarà parte integrante della tua vita scolastica. L'esame sarà sostenuto a Giugno,ma già a Maggio l'aria che tira è molto nervosa,tesa. Dopo l'esame,cosa li aspetta? un'estate iniziata tardi e che culminerà con l'ingresso alle superiori. Le superiori,come l'università,sono le uniche scuole per le quali hai facoltà di scegliere. Magari non tanto le prime quanto per le seconde. Ed ecco che si arriva al punto centrale della nostra riflessione. Dopo due anni di ginnasio e uno di liceo,si nota subito la differenza. Gli altri mesi sono abbastanza uguali,confrontando il primo e secondo biennio;magari studi un pò di più al liceo,ci sono molte più materie,molti più compiti e interrogazioni. Ma il mese che fa la differenza è sempre lui ( o lei),Maggio. Come tutti dicono,a Maggio i giochi sono fatti: nei quadri di fine anno,sarà riportato tutto ciò che hai fatto da Settembre a Maggio. Sarà pur vero,ma quanti si giocano la sufficienza a Maggio? quanti un voto migliore di un altro grazie a un compito o interrogazione finale? chi non ha ambizioni e si accontenta di quel che ha,passa un Maggio relativamente sereno. Gli altri,tutti gli altri no. Chi sa che non può far nulla per evitare la bocciatura sta tranquillo. Chi invece vuole provarci,cerca almeno di ritornare a scuola a Settembre,prima di tutti gli altri,per stare poi altri 9 mesi accanto agli altri. Maggio ha un sapore che ricorda vagamente Settembre: sono i due mesi più vicini all'estate,ma rispetto a Settembre,quando ti ritrovi nel quinto mese dell'anno,senti che l'aria dell'estate sta arrivando. Il sole,le prime partite.le prime uscite in bici,gli sport pomeridiani,tutto sta per finire. O cominciano. Per questo Maggio è il mese più bello dell'anno. Anticipa Giugno,un altro grande mesone,durante il quale,negli anni pari, abbiamo Europei,Mondiali. Ma anche altri sport si dilettano a Maggio. Uno su tutti,il Giro d'Italia. Ma troviamo anche il Roland Garros,gli Internazionali d'Italia,i play-off della pallacanestro nel campionato Italiano. Essendo impegnato con la scuola,spesso queste manifestazioni non sempre è possibile seguirle,capaci di regalare emozioni assurde. Sono seconde solo al calcio. Che dire,Maggio ha il suo fascino,che nessun altro mese può avere e mai avrà. Ma è pur vero che i mesi sono diversi tra loro,altrimenti perché chiamarli con nomi diversi? -Luigi Caporaso
Così recita un famoso detto,che ormai è diventato molto popolare tra gli alunni beneventani. C'è chi lo usa con ironia,chi per farsi coraggio,chi per semplice diletto. Ma per ogni alunno di ogni istituto di ogni grado,Maggio è un mese particolare. Per i bambini della V elementare è il mese che segnerà il passaggio dall'infanzia alla pre-adolescenza. Saranno proiettati verso le scuole medie,un mondo totalmente diverso. A loro volta,gli studenti della III media si preparano ad affrontare l'Esame,che di certo non è quello delle superiori,ma è pur sempre una prova nazionale e sarà parte integrante della tua vita scolastica. L'esame sarà sostenuto a Giugno,ma già a Maggio l'aria che tira è molto nervosa,tesa. Dopo l'esame,cosa li aspetta? un'estate iniziata tardi e che culminerà con l'ingresso alle superiori. Le superiori,come l'università,sono le uniche scuole per le quali hai facoltà di scegliere. Magari non tanto le prime quanto per le seconde. Ed ecco che si arriva al punto centrale della nostra riflessione. Dopo due anni di ginnasio e uno di liceo,si nota subito la differenza. Gli altri mesi sono abbastanza uguali,confrontando il primo e secondo biennio;magari studi un pò di più al liceo,ci sono molte più materie,molti più compiti e interrogazioni. Ma il mese che fa la differenza è sempre lui ( o lei),Maggio. Come tutti dicono,a Maggio i giochi sono fatti: nei quadri di fine anno,sarà riportato tutto ciò che hai fatto da Settembre a Maggio. Sarà pur vero,ma quanti si giocano la sufficienza a Maggio? quanti un voto migliore di un altro grazie a un compito o interrogazione finale? chi non ha ambizioni e si accontenta di quel che ha,passa un Maggio relativamente sereno. Gli altri,tutti gli altri no. Chi sa che non può far nulla per evitare la bocciatura sta tranquillo. Chi invece vuole provarci,cerca almeno di ritornare a scuola a Settembre,prima di tutti gli altri,per stare poi altri 9 mesi accanto agli altri. Maggio ha un sapore che ricorda vagamente Settembre: sono i due mesi più vicini all'estate,ma rispetto a Settembre,quando ti ritrovi nel quinto mese dell'anno,senti che l'aria dell'estate sta arrivando. Il sole,le prime partite.le prime uscite in bici,gli sport pomeridiani,tutto sta per finire. O cominciano. Per questo Maggio è il mese più bello dell'anno. Anticipa Giugno,un altro grande mesone,durante il quale,negli anni pari, abbiamo Europei,Mondiali. Ma anche altri sport si dilettano a Maggio. Uno su tutti,il Giro d'Italia. Ma troviamo anche il Roland Garros,gli Internazionali d'Italia,i play-off della pallacanestro nel campionato Italiano. Essendo impegnato con la scuola,spesso queste manifestazioni non sempre è possibile seguirle,capaci di regalare emozioni assurde. Sono seconde solo al calcio. Che dire,Maggio ha il suo fascino,che nessun altro mese può avere e mai avrà. Ma è pur vero che i mesi sono diversi tra loro,altrimenti perché chiamarli con nomi diversi? -Luigi Caporaso
mercoledì 21 maggio 2014
Adolescĕre, «crescere» .
Magari il mio è il diario di una nerd. Ma per dire quale sia l'adolescenza e cosa abbia significato questo anno per me, credo che queste siano le parole migliori.
Domenica 18 maggio 2014
Mi sento invecchiata di quarant'anni in un giorno.
Prendendola alla poetica, potrei dire che mi sono resa conto della
"caducità delle cose terrene", come direbbe Petrarca. Prendendola da
quasi diciassettenne quale sono, dico che non ci sto capendo più niente. Dicono
che questa sia l'età della gioia, dicono che questa sia l'età delle delusioni.
Dicono che questa sia l'età del divertimento, dicono che questa sia l'età dei
dolori. Dicono che questa sia l'età più bella, dicono che questa sia l'età più
difficile. Insomma, nient'altro che un ossimoro, che mi ha travolto con le sue
parole. Parole belle, da un semplice "Brava, Pallotta!" dopo un interrogazione, al "Ti voglio
bene!" scambiato con la tua migliore amica nel momento in cui sta per
diventare anche la tua madrina; da un invito inaspettato a un "Ti
amo", detto spontaneamente, al buio di una sala del cinema, con gli occhi
lucidi. Ma all'improvviso, le parole, piuttosto che il volto, ti danno le
spalle. Se prima pensavi di essere diventata una persona più grande perché
avevi sperimentato cose nuove, adesso ti riconosci nella bambina che sei sempre
stata, perché vorresti scappare. Abbandonare tutto, eclissarti magari. Perche è
più facile abbassare lo sguardo e far finta di niente, piuttosto che alzare la
voce e farsi sentire. Anche se è sbagliato. Ma come fai a sapere quale sia la
cosa giusta da fare, quando tutto ciò in cui credevi scompare? A quasi
diciassette anni, mi ritrovo completamente spiazzata. Era questa la bruttezza,
l’ipocrisia, la falsità di cui
parlavate, adulti? È questo quello a cui dobbiamo abituarci, a vivere senza
riconoscere i valori, senza riconoscere l'autenticità delle cose? A dover
pesare qualsiasi parola ci venga rivolta, a dover perquisire lo sguardo
di ogni persona ci capiti a tiro, prima di poterci fidare? Per favore, quando
avrò veramente cinquant'anni qualcuno venga a ricordarmi che in questo momento
mi stavo sbagliando: che in questo film, perché altrimenti non posso descriverlo,
qualcuno si stava divertendo soltanto a togliere l'audio, ma che non mi
aspettava un film muto, in bianco e nero. Che era parte del processo di
crescita e che passerà come quando ero in seconda media, e le mie
professoresse, dopo un tema di italiano sull'amicizia, si preoccuparono:
dissero che non era normale che una bambina avesse un'idea così disincantata
dell'affetto. Io ricordo benissimo perché lo ero. E adesso, a diversi anni di
distanza, mi ritrovo nella stessa situazione. Peggiore, forse. Eppure la
tristezza passerà, subentrerà l'abitudine. Ma come allora, credo che per tanto
altro tempo, tutto sarà completamente vuoto.
Giovanna Pallotta
Iscriviti a:
Post (Atom)
