lunedì 15 dicembre 2014

Entrare nel romanzo..."Lisario o il piacere infinito delle donne"



“Lisario o il piacere infinito delle donne” è la storia di una donna, ambientata nel Seicento in una Napoli fiorente, ricca di cultura. Lisario è una giovane donna che riesce a far sentire la sua “voce” in un ambiente in cui alle donne non è concesso parlare. Le donne erano oggetti nelle mani degli uomini, ricettacolo del loro seme, esseri marginali, inferiori, a cui non era permesso possedere una formazione culturale. Lisario, scontrandosi dunque con la società di cui è parte rompe gli schemi rigidi della sottomissione e mostra aspetti che rendono giustizia alla figura femminile. È interessante notare come la storia di una donna, scritta da una donna, venga analizzata nel romanzo, sempre o quasi, dal punto di vista di un uomo, Avicente, che sta lì a studiare quel piacere infinito che al maschio non è concesso, un piacere di cui ha paura, un piacere che lo fa sentire inferiore, impotente, debole. Un piacere che l’uomo non controlla, non sottomette, un piacere autonomo, libero da limiti e costrizioni alle quali, invece, la donna era costretta a sottostare nel ‘600. Forse in questo caso, al contrario di quello che accade oggi, la donna, in particolare Lisario, utilizza il suo corpo per sottrarsi al controllo del mondo, lo usa come strumento di libertà. Un corpo, quello di Lisario che nasconde tanti segreti ed emozioni che la rendono un personaggio profondamente complesso ed inquieto. Il romanzo descrive in modo minuzioso ciò che quel corpo è in grado di fare, senza la minima inibizione, è questo ciò che ho apprezzato molto nel testo e anche nell'incontro con l'autrice: la capacità di esprimersi in maniera diretta, senza troppi giri di parole, coinvolgendo il lettore e l'ascoltatore in un discorso in cui molto spesso si ha paura di addentrarsi. Quello con l'autrice è stato un' incontro sicuramente interessante non solo per meglio comprendere alcuni passaggi del libro ma anche per entrare in un mondo che non sempre ci viene raccontato: quello dello scrittore. È stata certamente un'esperienza nuova ed emozionante, almeno per me, analizzare un romanzo partendo dalla sua nascita, focalizzando l'attenzione su cosa abbia ispirato l'autrice, sulle diverse fasi che hanno portato alla redazione finale del testo, perchè credo che un romanzo sia qualcosa di molto più complesso del semplice racconto, penso infatti che per comprenderne al meglio il senso conoscere l'autrice sia stato un grande vantaggio e una grande ricchezza. Esperienza da rifare!

Claudia Pastore

venerdì 12 dicembre 2014


Una ragazza muta, lettere alle Madonna, piacere sessuale e molto altro...



Lisario o il piacere infinito delle donne è un malinconico ritratto di una società popolata da cittadini ricchi economicamente ma poveri moralmente. Siamo nella Napoli del XVII secolo, dove le donne sono succubi dei mariti e l’omosessualuità è un crimine. In questo quadro si inserisce una fitta trama di incontri fortuiti, avventure e disavventure, la cui protagonista è Lisario. La ragazza, come ogni donna di quell’epoca non ha diritto di parola, né di poter scrivere o leggere, quindi si limita a fare ciò di nascosto e nessuno si aspetta niente da lei, tranne che, come da copione, riesca a sposare un uomo facoltoso. Lisario però è ancor meno fortunata, avendo perso la voce a causa di un intervento malriuscito. Ecco che entra in scena un’altra pecca di quella Napoli a doppia faccia, questa volta non in ambito etico, ma medico.

“Lisario era abbreviazione di Belisaria, poiché il nome intero era riservato alla donna sposata
che un giorno avrebbe dovuto esistere al suo posto,
ma tutti continuavano a chiamarla così a causa dell’oscuro presentimento che sarebbe rimasta per sempre mezza,
né maschio né femmina, sospesa al suo stato animale
che la rassomigliava a una lucente e verde lucertola
,
in quel luogo dell’adolescenza dove tutti gli esseri ancora sono spiriti del mare o dei boschi”.

A questo punto, quando nessuno è disposto ad ascoltarti  e ricevi la stessa considerazione di chi chiede l’elemosina (anche se si potrebbe dire che la preoccupazione per il suo stato di salute c’è, in quanto i genitori si affidano ai “migliori” medici pur di non avere una bella addormentata in casa), quale altro appiglio se non la fede?! Lisario inizia a scrivere lettere alla Madonna e, naturalmente, non riceverà alcuna risposta, e forse, anche se avesse potuto, la vergine non l’avrebbe mai data ai poco discreti interrogativi. Si rivela quindi la difficoltà di una donna nell’essere tale, la quale poi, “grazie” all’ imperturbabilità di un uomo che le risveglia i sensi in modo sconcertante, decide di vivere la vita, e il piacere sessuale. 

                                                    

                                                                                                                                   Rotondi Francesca



giovedì 11 dicembre 2014

Incontro con Antonella Cilento. 

Una suggestiva descrizione della Napoli del 1600, socialmente dinamica, fiorente sotto diversi aspetti ( basti contare il numero di autori e artisti menzionati all'interno della trama), ma allo stesso tempo molto simile a quella che i più oggi sono soliti descrivere:" la Napoli del '600 era la città più grande d'Europa. Era già corrotta , sporca , puzzolente e piena di persone che cercavano di imbrogliare".
All'interno di questa situazione si sviluppa l'intensa storia di Lisario, rimasta muta in seguito ad una "operazione" mal riuscita, ma in grado di compensare questo suo "handicap", con capacità incredibili , tra cui quella di riuscire ad addormentarsi a comando e rimanere "inattiva" per periodi più o meno lunghi.
Ed è proprio intorno ad uno di questi periodi di pausa che gravita l'episodio centrale di tutto il libro : Lisario , in preda al sonno per evitare di sposare un vecchio, viene curata da un medico , Avicente , in cerca di ri-affermazione a Napoli. Il medico , un giorno, trovandosi da solo nella stanza in cui dormiva la protagonista è colto da un irrefrenabile istinto sessuale che lo porta a "toccare" le parti intime della sua paziente. Da qui parte il discorso del piacere sessuale infinito delle donne , ben diverso da quello degli uomini, come spiegato da Antonella.
Durante il nostro incontro la scrittrice ha raccontato come in un'altra occasione la parola "masturbazione" avesse provocato stupore e per certi versi scandalo ; nel nostro caso ciò non si è verificato ,"è una cosa normale", come afferma anche la stessa Antonella.
Quando , durante la lettura , mi sono trovato di fronte a queste tematiche, sono stato invogliato dalla curiosità  di conoscere  l'idea di sessualità presente all'interno della trama.
Ognuno ne ha una diversa.
Parlare di ciò nell'incontro è stato un vero e proprio incentivo per confrontare i diversi punti di vista e discutere anche riguardo all'omosessualità.
Io non scrivo , non mi piace e non ho mai pensato di farlo, ma mi piace leggere il prodotto della scrittura altrui. Stare a contatto con un'esperta del settore è stato molto suggestivo sotto molti aspetti.
Non ho ancora letto il libro integralmente ,ma sono nate in me già diverse curiosità che prima o poi approfondirò.

venerdì 7 novembre 2014

Frasi-guida 1 (2014-2015): Giordano Bruno


Perché saltare due ore di scuola può essere più formativo che passarle a studiare greco e storia


L'incontro con Antonella Cilento, produttiva scrittrice napoletana dei secoli XX e XXI, è stata un'occasione molto ghiotta per curiosi, appassionati, interessati o semplici lettori per farsela sfuggire. La possibilità di incontrare uno scrittore, a scuola, in maniera molto diretta, è un evento più unico che raro, e come tale va colto al volo.

Cilento ha scritto tra le altre opere  Lisario o il piacere infinito delle donne, il testo al centro della discussione. Questo è il punto centrale di tutto: discussione. Quante volte andiamo a conferenze o incontri vari, ma il più delle volte ci asteniamo dal sollevare questioni in merito all'argomento per i motivi più assurdi e, se mi è concesso il termine, stupidi: invece, il giorno di Halloween, a causa anche del quantità esigua di soggetti presenti, è stato un face to face molto coinvolgente. Personalmente, era la prima volta che potevo incontrare un professionista del settore, settore di cui sono molto appassionato, (purtroppo, causa pigritia) non accanito lettore, ma dilettato compositore di piccoli scritti. Di fatto, la mia domanda ha toccato questo lato della medaglia, e non quello relativo ai temi del libro. E credo anche che Cilento non se l'aspettasse, perché dalla nostra generazione, gli adulti non si aspettano domande del genere. Comunque, tornando a prima, credo che questi tipi di incontri possano toccare le corde di una persona più di un Canzoniere imparato a memoria. Perché leggere delle poesie di un poeta depresso piuttosto che leggere la vita di una donna in cui la maggior parte dei lettori si rispecchierebbe, nonostante fosse una donna del Seicento, vuol dire mischiare acqua con il vino. Non sto dicendo che il libro di Cilento sia un capolavoro della letteratura e il Canzoniere un libercolo da quattro soldi, ma la differenza si nota. Ciò che sono riuscito ad assorbire dalla parziale ma attenta lettura del libro e dalla discussione con la scrittrice, non è altro che una boccata di salute per me stesso. Come si è notato, la mia riflessione si basa sulla parte pratica del lavoro di scrittura, e credo sia una delle cose che mi affascini di più, come ho già ribadito sopra, e sarebbe bello se molti avessero questa voglia. Ci si potrebbe confrontare, parlare, scambiare opinioni e idee, per avere una forma mentis sempre più larga. Non voglio tirarla troppo sulle lunghe, quindi congedo voi lettori dicendo che scrivere sia un'attività che ancor più di leggere può attirare le persone. Perché sfogarsi con la penna o la tastiera, libera la mente e il cuore! 

Luigi Caporaso.

Tra passato e presente

Immaginate una scena: una ragazzina, quasi adolescente, chiede a una donna molto, ma davvero molto più grande di lei, in quale misura il suo uomo le arrecasse piacere … carnale. Aggiungeteci, poi, che la suddetta donna non sia una qualunque, ma la Madonna in persona, a cui, di fatto, viene chiesto di parlare di quanto Giuseppe la soddisfacesse, di quanti fratelli avesse suo figlio, Gesù, di quanto piacere (carnale, sempre) riuscisse a provare. Ora immaginate di leggere tutto questo in un libro: cosa fareste, cosa pensereste della mente che ha formulato e poi messo per iscritto una cosa del genere? Probabilmente le anime più pure e cristiane sarebbero prese da un moto irrefrenabile che le porterebbe a chiudere il libro in un batter d’occhio, pensando non valga la pena di continuare; altre, più perverse, continuerebbero a leggere, magari per vedere fin dove le fantasie appena accennate possano spingersi. Confesso che io faccio parte della prima schiera di lettori e, magari, sono rimasta così folgorata da alcuni passi della storia da non tenere neanche in considerazione la parte di lettori, che magari è la più cospicua, che ha letto questo passo senza battere ciglio, come se niente fosse, calandosi a pennello nella fantasia letteraria. Questo perché, prima dell’incontro con l’autrice, Antonella Cilento, io, questo libro, non lo avevo capito affatto. E di conseguenza, quando ci si ferma all’apparenza delle cose, presi da pregiudizi errati, non si fa caso alla profondità che tali cose, spesso, nascondono. D’altronde sono proprio i pregiudizi la parte essenziale del libro: pregiudizi nei confronti delle donne che, nel ‘600, anno in cui la vicenda si svolge, venivano relegate nella parte più bassa della società; pregiudizi che sussistono ancora oggi nel nostro rapporto con la sessualità, che rendono alcuni argomenti dei “tabù” che molto spesso ci vietano, addirittura, di conoscerci come dovremmo. L’autrice nel suo libro affronta tutto questo: crea un paradosso suggestivo, quello di una ragazza, tra l’altro muta (il che dovrebbe renderla a maggior ragione “schiava del sistema”) che trova una scappatoia per vivere  una maggiore libertà … in tutti i sensi. Il tutto intessuto di comicità, leggerezza, passione, che però non vietano alla scrittrice di trattare tematiche più serie e, spesso, difficili. Antonella Cilento, infatti, ha la capacità di denunciare, anche tra una battuta in napoletano e l’altra, molte abitudini del passato, consentendoci, molto spesso, addirittura di fare un salto nel presente per confrontare la situazione di quei tempi con quella dei nostri, portandoci a renderci conto che forse le differenze tra la storia passata e quella contemporanea non sono molte, soprattutto se prendiamo in considerazione particolari aree del mondo, e che forse le donne sono ancora vittime di pregiudizi come lo erano allora. Ma non solo: il libro è un romanzo storico ed è pieno di riferimenti storici, artistici e musicali rispetto all'epoca in cui si svolge: dalla peste, a Masaniello con i suoi ribelli, e ancora alla citazione di nomi di numerosi artisti e titoli delle più belle opere musicali del tempo. La suggestività della storia, insomma, cresce di pagina in pagina, e conoscere l’autrice, avere conferma della sua assennatezza e sentire a pelle la sua leggerezza riguardo a temi che noi siamo soliti snobbare, la sua facilità nel discuterne e di offrirli, mi ha fatto completamente aprire la mente riguardo al libro e riguardo agli argomenti trattati in generale, consentendomi non solo di capirlo al meglio, ma anche di farmi interessare a tematiche da approfondire. Senza contare il vero e proprio “piacere della lettura” che è offerto dalla storia: l’intrigo della rende tutto il resto sottile, e di conseguenza ancora più interessante.


Giovanna Pallotta



martedì 10 giugno 2014

Effetti positivi della Marjuana



La marijuana è sempre stata molto criticata dai media per il suo uso ludico. Oggi la marijuana legale a scopo medicinale è in aumento, soprattutto negli Stati Uniti dove l’uso terapeutico è sempre più regolarizzato e dove a breve (in California) ci saranno i primi referendum per la legalizzazione
1.       CURA L’EMICRANIA
2.        RALLENTA LA CRESCITA DEI TUMORI
3.       ALLEVIA I SINTOMI DELLE MALATTIE CRONICHE
4.       PREVIENE L’ALZHEIMER
5.       CURA IL GLAUCOMA
6.       PREVIENE LE CONVULSIONI
7.       AIUTA CHI E’ AFFETTO DA ADD (ATTENTION DEFICIT DISORDER) E ADHD (ATTENTION-DEFICIT/HYPERACTIVITY DISORDER ovvero SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’)
8.       PUO’ TRATTARE I SINTOMI DELLA SCLEROSI MULTIPLA
9.       AIUTA AD ALLEVIARE I SINTOMI DELLA SINDROME PREMESTRUALE
10.   AIUTA A CALMARE CHI E’ AFFETTO DALLA SINDROME DI TOURETTE E DA DISTURBI COMPLULSIVO-OSSESSIVI