giovedì 18 dicembre 2014


Lisario o il piacere infinito delle donne

Per me l’incontro con un autrice di libri Antonella Cilento è stata un’esperienza veramente interessante non solo dal punto di vista didattico ma anche da quello umano e psicologico. La conoscenza diretta dell’autrice, la quale era un’ entità oscura al di fuori della vita quotidiana, semplicemente immaginata dalla lettura del suo libro Lisario è stato qualcosa di veramente bello. Partendo da un’introduzione fatta dall’autrice, le abbiamo fatto varie domande sulla trama, sui personaggi e sul suo modo di scrivere. Va sottolineato che le domande non erano preparate in classe, ma sono state formulate spontaneamente da noi ragazzi al momento dell’incontro sotto la spinta delle emozioni suscitate dall’avvenimento e degli spunti suggeriti dalle parole dell’autore.
La Cilento ci ha catapultato nella Napoli del '600, (sfondo storico e sociale del libro). Qui troviamo una società vivacissima,il cui apice assoluto è rappresentato dalla cultura, una Napoli splendida che accoglie Cervantes e Caravaggio, ma anche una Napoli appestata e culla di continue rivolte a causa di profonda crisi dovuta alla pesante tassazione; si presenta maleodorante, sporca, nonchè culla della criminalità. In un tempo nel quale le  donne non avevano molti diritti non era concesso loro una grande libertà, dovevano soltanto obbedire a un uomo. Non a caso dunque la Cilento sceglie come protagonista del suo romanzo,una figura femminile: Lisario, una giovane ragazza, non dotata di chissà quale bellezza e  soprattutto muta. Ebbene anche se paradossale Cilento fa innalzare un grido  per una maggiore  libertà femminile proprio a colei che non poteva farlo, per l’appunto Lisario.  Con l’autrice inoltre abbiamo inoltre parlato liberamente di molti temi primo fra tutti la sessualità osservata da un punto di vista femminile. La Cilento si è rivelata una persona affabile e cordiale molto disponibile al dialogo e molto entusiasta del suo lavoro. Un’ esperienza da rifare !!
                                                                                                                               
                                                                                                                                Davide De Angelis

mercoledì 17 dicembre 2014

LISARIO O IL PIACERE INFINITO DELLE DONNE


Il romanzo è ambientato nel 600 durante la dominazione spagnola a Napoli.
La storia è quella di Lisario,ragazza di nobile famiglia,divenuta muta a causa
di un intervento alla gola.La ragazza che ha imparato a leggere e a scrivere di
nascosto della famiglia scrive in segreto lettere alla Madonna alla quale confida
tutte le sue ansie e le sue paure.Per sfuggire ad un matrimonio  non gradito ,
combinato dalla sua  famiglia,si ribella lasciandosi cadere in un sogno misterioso
senza che nessuno sappia trovare il modo per svegliarla. Un medico fallito
riesce a far svegliare la ragazza e a sposarla. Lisario ,pero',non prova piacere
fisico ne felicita' dal matrimonio fino a quando incontra un altro uomo ,l unico a
destinarle un amore disinteressato, divenendone amante.Il romanzo parla
delle donne ed è rivolto alle donne,pero' i veri protagonisti sono gli uomini
ignoranti e senza scrupoli contro i quali l' unica difesa delle donne è l' astuzia.
Tutta la vicenda ha come sfondo una Napoli barocca con i suoi intrighi e le
sue bellezze,con  il suo sfarzo e la sua miseria, con la sporcizia ovunque e gli
spagnoli che stentano ad ambientarsi in una citta'  ingestibile.

Maria Claudia Tizzani    

Lisario o il piacere infinito delle donne

"Lisario o il piacere infinito delle donne" è un romanzo storico di Antonella Cilento impregnato di napoletanità  e incentrato sul piacere femminile. A fare da sfondo al racconto è la Napoli dei primi anni del 600 quando questa, colonia spagnola, era nel periodo di massimo splendore dal punto di vista architettonico e pittorico ospitando anche personaggi celebri, come Cervantes e  Caravaggio. Questa  Napoli però è anche in profonda crisi a causa della pesante tassazione e si presenta puzzolente, sporca nonchè culla della criminalità. La storia è raccontata da vari punti di vista, la scrittrice ora si mette nei panni di un personaggio ora di un altro. La storia parla di Lisario Morales,una giovane ragazza muta a causa di un maldestro intervento chirurgico, ma legge di nascosto Cervantes e scrive lettere alla Madonna. È poco più di una bambina quando le propongono per la prima volta il matrimonio: per sottrarsi a quest'obbligo cade addormentata.
Quando non può opporsi alla violenza degli adulti, infatti, Lisario dorme. E addormentata da mesi, come la protagonista della più classica delle fiabe, la riceve in cura Avicente Iguelmano, medico fallito giunto a Napoli per rifarsi una reputazione.
Tra mille incertezze, pudori, paure, la terapia, al tempo stesso la più prevedibile come la più illecita, sarà coronata dal successo, e però spalancherà davanti alla mente del dottore un universo di dubbi e paure tutti riguardanti il piacere infinito delle donne.
Lisario è presentata come una ragazza anticonformista che deve affrontare due problemi in particolare: innanzitutto è nata nel 600, secolo in cui le donne erano viste soltanto come degli strumenti per mandare avanti la famiglia; inoltre era muta. Lisario nonostante il suo essere muta riesce a far sentire la sua "voce" scrivendo delle lettere alla Madonna ma non per una devozione particolare  infatti lei aveva bisogno, come ci ha fatto notare la Cilento, soltanto di qualcuno con cui parlare e la Madonna poteva essere la sua unica destinataria. Riesce inoltre a farsi valere anche attraverso il corpo, cadendo in un sonno profondo ogni qualvolta qualcosa non le stava bene. In questo modo usciva da quel mondo di sottomissione a cui le donne seicentesche erano destinate. Altro punto focale del racconto è il piacere infinito delle donne, come ricordato nel titolo, che è infinito a differenza di quello degli uomini . Un libro al confine tra commedia e tragedia, i capitoli brevi, conclusi con effetti drammaturgici, fanno di Lisario un libro brillante su cui regna sovrana l'ironia, un deus ex machina che sminuisce ogni angheria, ogni bacio e ogni preghiera.

Per quanto riguarda l'incontro con Antonella Cilento, l'autrice, ciò che più mi ha colpito è stata la sua capacità di metterci a nostro agio di fronte ad un argomento da secoli soggetto a tabù, quale la sessualità. Durante l'incontro, infatti, non abbiamo discusso molto riguardo la trama del racconto quanto riguardo tematiche attuali come la masturbazione e l'omosessualità. Un'altra cosa che mi ha colpito molto è stato lo scoprire tutto ciò che c'è dietro la stesura di un libro dall'ispirazione alla stesura sino alla pubblicazione. E' stato il mio primo incontro con la scrittrice di un libro e devo dire che è stato molto stimolante ed appassionante e ha fatto nascere in me un maggiore interesse che mi ha spronato a leggerlo.

Rita Di Matteo

La "bella addormentata" della Napoli Barocca.

Lisario o l'infinito piacere delle donne per molteplicità dei temi lungo i quali si dipana, può essere considerato un romanzo dal " multiforme aspetto", Antonella Cilento non solo ci propone un ricco squarcio della tumultuosa Napoli del Seicento, nella quale si sovrappongono i destini di importanti pittori, nobili spagnoli, rapaci arraffoni, prostitute, ermafroditi, insetti e ratti in quantità, tutti <<perversi come pesci>> ma ci pone di fronte a un tema, che sicuramente crea un alone di pregiudizio intorno a questo magnifico e a dir poco sorprendente libro, sto parlando del piacere delle donne.
In questo affresco della Napoli barocca, ritroviamo l' immagine della "bella addormentata", è così che Antonella, durante lo stimolante incontro avvenuto nell'aula magna del nostro istituto, definisce Lisario Morales, la protagonista bellissima e muta a causa  di una mal riuscito intervento chirurgico, ma che legge di nascosto Cervantes e decide di scrivere lettere e ad una interlocutrice particolare, la Madonna. Era poco più che una bambina quando le propongono di unirsi in matrimonio ad un vecchio che ai suoi occhi appare "bavoso e gottoso", allora al fine di sottrarsi a tale obbligo a cui la sua condizione femminile la sottopone si rifugia in lungo sonno, che dura ormai da mesi quando la riceve in cura Avincente Iguelmano, medico fallito, giunto a Napoli per rifarsi una reputazione. Quest’ultimo dopo averla risvegliata con pratiche mediche inconfessabili e poco lecite tra mille pudori, paure e incertezze, riesce a conquistarsi la stima dei genitori della piccola che gli offriranno la sua mano. Lisario si ritroverà ad essere la cavia di un uomo che non ama in un’età di cambiamenti e di scoperte del corpo. Difatti, il piacere delle donne è divenuta un’ossessione di Iguelmano, un mistero abissale e conturbante tanto da fargli provare quasi “invidia” per l’incontrollabile ed eversiva energia delle donne.
Lisario, la quale preferisce saltare sui letti, scorrazzare e vive male l’ossessiva attenzione del marito, verrà salvata dal principe azzurro, Colmar, talentuoso ma sfortunato pittore di origine giudea. Iguelmano scoprirà il tradimento e cercherà di dividere i due amanti senza però riuscirci, a ciò seguono diverse avventure che ci permetteranno di “penetrare” nella meravigliosa Napoli del 600, la Cilento in questo modo oltre a porci di fronte a questioni morali e politiche che sono purtroppo presenti, vale a dire la corruzione, ci porrà di fronte alla questione omosessuale parlando dei “femmenielli” allora visto come una persona che portava fortuna e quindi relativamente rispettata. Che dire Antonella è una grande scrittrice innanzitutto per l’abilità di parlare apertamente, senza pregiudizi e come è giusto che sia considerando cose completamente normali determinati tabù, primo fra tutti il tabù del piacere delle donne. Anche durante il nostro incontro ci ha spiegato che le donne hanno qualità "superiori", soprattutto durante il rapporto sessuale, rispetto agli uomini; spiegando che nelle scuole è importante che venga impartita anche un educazione sessuale. Per quanto riguarda la questione omosessuale, per certi versi un altro tabù del nostro mondo, durante l’incontro ci ha reso partecipi di un sua pezzetto di vita privata dicendo che sua sorella lo è e che a Napoli diversamente da quanto accade in piccole città come Benevento gli omosessuali sono liberi di vivere apertamente la loro relazione senza essere additati o derisi per la strada sicuramente con le dovute eccezioni.  Ho apprezzato molto il fatto che ci ha raccontato un po’ di sé perché ci ha dimostrato di essere una persona alla mano oltre che una scrittrice capace di amalgamare in un solo romanzo questioni tanto lontane quanto vicine sia nel tempo che per contenuti.
Bruna Romano

Lisario o il piacere infinito delle donne







Lisario o il piacere infinito delle donne

La protagonista di questo romanzo è Lisario Morales, una giovane ragazza resa muta da un maldestro intervento chirurgico.  
Lisario compensa la sua carenza fisica scrivendo lettere alla Madonna e dando così sfogo alla sua voglia di comunicare.  Nella sua vita si cela un altro segreto: da autodidatta ha imparato a leggere e a scrivere.  
Per sfuggire alla triste realtà di donna del 600 nei momenti di difficoltà cade in catalessi. Grazie a questo meccanismo di difesa riesce ad evitare un matrimonio forzato.  
Avicente Iguelmano, medico in cerca di fama, riesce a guarire questo strano sintomo e come ricompensa riceve la mano della ragazza.  Il povero uomo,però, impazzisce perché non riesce a capire il meccanismo del piacere infinito delle donne.
La scrittrice ambienta la storia nella Napoli barocca del 600, ricca di umori, sapori, colori, nefandezze proprio come la Napoli odierna. 
E’ un libro da leggere tutto di un fiato, pieno di personaggi con una storia da raccontare. E’ interessante l’intreccio tra realtà storica e finzione, dove il dialetto napoletano trova spazio e spessore nel racconto.
L’incontro con l’autrice è stato molto interessante perché è stata capace di trattare argomenti molto intimi con garbo. Noi ragazzi ci siamo sentiti a nostro agio nonostante la crudezza degli argomenti. 
La Cilento è una persona che chiunque vorrebbe come amica poiché riesce a parlare di tutto senza farsi problemi o vergognarsi. E’ proprio questa l’atmosfera giusta poiché la sessualità fa parte dell’uomo ed è una cosa naturale. 



                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Nausicaa Pia Zollo
Lisario o il piacere infinito delle donne

Lisario o il piacere infinito delle donne” di Antonella Cilento, è un romanzo che mescola storia e invenzione; lo si può considerare, così come afferma la stessa scrittrice, “un miscuglio eterogeneo” che contiene contemporaneamente elementi storici, romantici, filosofici, teatrali, comici, tragici, ma anche elementi di avventura. Incentrato sul piacere femminile, è un romanzo impregnato di napoletanità. A fare da sfondo alla storia, infatti, è la Napoli del primo Seicento, quando la città, perla del Vicerè, è una colonia spagnola. E’ questo uno dei momenti più straordinari per la città meridionale che esplode dal punto di vista architettonico e pittorico, ospitando pittori quali Caravaggio e Cervantes, ma allo stesso tempo si rivela una città povera, puzzolente e che offre problemi visivi a causa della spazzatura e dei primi sistemi fognari che cominciano a saltare. Inoltre, in questo periodo, Napoli è la culla della criminalità, di continue rivolte e della peste, che riduce la popolazione di 2/3 circa. 
Il narratore, esterno e non onnisciente, che racconta la storia con continui occhi diversi, ora nelle vesti di un personaggio, ora in quelle di un altro, ci parla di una giovane ragazza, Lisario, muta, che si rifugia in un lungo sonno per sfuggire alle vessazioni cui la sua condizione femminile la sottopone. Oltre all’amore segreto per la lettura e per la scrittura, Lisario custodisce anche quello del piacere infinito. Avicente, medico “per caso”, ne diverrà grazie ad un colpo di fortuna lo sposo dopo averla svegliata con pratiche mediche inconfessabili.
Nel 1600 la donna non ancora trova il modo per far sentire la sua voce, unico compito che le spetta, è quello di riuscire a sposare un uomo che l’accudisca per il resto dei suoi giorni. Tuttavia, Lisario, pur essendo muta a causa di un intervento mal riuscito, riesce in qualche modo a far sentire la sua voce. La giovane, infatti, si dedica alla scrittura, rivolgendosi nelle sue lettere alla Madonna, ma tiene nascosta questa sua dote dato che a quel tempo si preferivano donne analfabete e succubi del marito. Inoltre, si esprime attraverso il silenzio: ogni volta che qualcosa non le va bene, Lisario, cade in un sonno profondo. Leggendo il libro, emerge una condizione della donna non molto diversa da quella di oggi dove la donna è ancora vittima e vede ancora “limitata” la sua libertà.
Un altro filo conduttore dell’intero romanzo, così come ci suggerisce il titolo, è il piacere delle donne, che a differenza di quello degli uomini, è infinito. La cosa che più mi ha colpita, è stata la spontaneità con cui la Cilento ha trattato il tema della sessualità, della masturbazione, che nel Seicento, ma anche oggi, resta una questione prettamente intima, un tabù, soprattutto per noi giovani. La scrittrice ha saputo metterci a nostro agio e ci ha permesso di andare oltre quella che è la semplice storia del libro, affrontando tematiche culturali riguardanti anche l’omosessualità.

Molto interessante, inoltre, è stato il conoscere l’intero lavoro che c’è dietro la stesura di un’opera, dall’ispirazione alla pubblicazione. Per me è stato il primo incontro con la Cilento, ma soprattutto con l’autrice di un libro che ho letto e posso dire che è stato davvero utile per appassionarmi ancora di più alla lettura del libro che in seguito ho concluso e per analizzare la storia in molte più sfaccettature. 


Enza Napolitano

Il piacere al femminile di Cilento

Antonella Cilento è una tra le poche donne che scrive un romanzo la cui protagonista non è di sesso maschile nel suo contemporaneo libro “Lisario e il piacere infinito delle donne” ambientato nella Napoli del 1700. Ella scrive in modo che il lettore conosca Lisarioda bambina, nel tempo di un flash. La ritrova quasi adolescente, quando, impossibilitata a parlare, scrive lettere alla Madonna, sua confidente, come le servette di corte. All’altissima, la ragazza racconta le sue ansie, le sue paure. Sentimenti intraducibili in suoni, perché le parole non fluiscono. In preda al malumore e alle pretese paterne, Lisario cade in un sonno profondo. Sarà il dottorAvicente Iguelmano, gran cialtrone, a ridestarla, conquistandosi la stima dei genitori della piccola e la sua mano. Lisario, in un’età di scoperte e di cambiamenti del corpo, si ritrova a far da cavia per un uomo che non ama. Iguelmano, difatti, è ossessionato dal piacere sessuale delle donne ed usa la sposa per i suoi esperimenti. Lei preferisce saltare sui letti, scorrazzare, e l’attenzione morbosa di lui la umilia e le fa male. Fuori dalle mura di palazzo, Napoli palpita. Il centro storico è covo di miseria. La sporcizia è in ogni dove, e gli spagnoli stentano ad ambientarsi in una città che ritengono ingestibile. Lisario cresce e conosce l’amore. Ha una figlia al di fuori del matrimonio e combatte per smarcarsi da un legame sfilacciato in partenza. Alternando il linguaggio moderno all’italiano dell’epoca, l’autrice infonde veridicità al testo. Il valore aggiunto è la ricerca sulla condizione delle donne dell’epoca attraverso gli occhi della protagonista. Elle sono oggetti, buone a partorire o a soddisfare le fregole maschili. Da parte sua, Lisario, mutilata della sua libertà, parte alla ricerca di un pochino di pace. E la trova, fintanto che invecchia e i suoi giorni si vaporizzano. Dormirà di nuovo Lisario, e sarà contenta.
Antonella Cilento ha onorato noi studenti del Liceo Classico P. Giannone di un po’ del suo tempo per parlarci di questo libro e “regalandoci” le sue esperienze e le sue opinioni riguardo al mondo femminile a cui noi donne apparteniamo. Intrigante è stata la sua riflessione sul piacere intimo di cui solo le donne hannoconoscenza in quanto in esse non raggiungono mai un apice, a differenza di quanto invece avviene nell’uomo, che è quindi limitato. La donna, autonomamente o meno, riesce a soddisfare i propri piaceri più riservati –precisa la scrittrice- poiché padrona del proprio corpo e della propria intimità. E’ capace di fare a meno di un uomo, di un partner di sesso opposto in quanto ha propria per natura tale fortuna o sfortuna (a seconda dei punti di vista).
Inoltre l’intraprendente donna ha citato spesso la città di Napoli in cui è ambientata la vicenda, ricercandone parallelismi con la città odierna e, poi, delineandone l’aspetto e le pessime condizioni che la rendevano all’epoca non proprio ospitale. Questo però non ne faceva una città negativa, in quando esistevano anche aspetti meramente positivi, ad esempio l’arte.


                                        Alessia Cimino